Le regioni dell’Italia augustea
La carta rappresenta la divisione amministrativa dell’Italia all’epoca di Augusto (27 a.C.-14 d.C.).
La penisola era suddivisa in 11 regioni, alle quali si aggiungevano le provincie di Sicilia e di Sardegna e Corsica (Sardinia et Corsica). Partendo da Nordovest, gli attuali Piemonte centrosettentrionale e Lombardia occidentale erano inclusi nella regione della Transpadana (Regio XI).
Oltre all’omonima odierna regione la Liguria (Regio IX) comprendeva anche il basso Piemonte, mentre i confini della regione denominata Venetia et Histria (Regio X) si estendevano fino alla Lombardia orientale, all’Alto Adige e alla penisola istriana.
La regione dell’Emilia (Regio VIII, Aemilia) ricalcava sostanzialmente i limites dell’attuale Emilia-Romagna, così come la regione dell’Etruria (Regio VII) quelli dell’odierna Toscana. Il territorio dell’Italia centrale era suddiviso tra le regioni dell’Umbria (Regio VI), del Piceno (Regio V, Picenum), corrispondente più o meno alle Marche, del Sannio (Regio IV, Samnium) e del Lazio e della Campania (Regio I, Latium et Campania).
La città di Roma era incastonata tra Lazio e Campania, Etruria e Sannio, regioni attraversate dalle principali vie di comunicazione e dagli acquedotti che dalla città eterna si snodavano lungo la penisola e oltre.
Il Potere del mito, Limes di febbraio 2020,
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