
Il Mediterraneo che ci unisce: il mio progetto per la Biennale di Architettura a Venezia 2025
Tre grandi mappe per raccontare il mare come spazio vivo e strategico al Padiglione Italia in occasione della Biennale Architettura 2025.
Cari amici,
quest’anno sono felice di condividere con voi un progetto speciale: partecipo al Padiglione Italia alla Biennale Architettura di Venezia 2025 con due grandi mappe e una striscia lunga circa 13 metri per 1,5 di altezza, dedicate al Mar Mediterraneo.
Il tema scelto per il Padiglione, “Terrae Aquae. L’Italia e l’intelligenza del Mare”, si intreccia perfettamente con il cuore del mio lavoro. Il Mediterraneo non è solo uno spazio geografico, ma un sistema complesso di culture, economie, memorie e tensioni. Un mare che da sempre ci unisce e, oggi più che mai, ci interroga.
Attraverso queste mappe ho cercato di rappresentare il Mediterraneo come un organismo vivo, in continuo mutamento: solcato da rotte commerciali e cavi sottomarini, segnato da confini invisibili, ma anche capace di evocare un’identità collettiva profonda.
In un’epoca in cui le sfide ambientali, geopolitiche ed economiche si moltiplicano, dobbiamo rimediterraneizzarci: ritrovare nel mare non solo una risorsa, ma un legame originario, affettivo, vitale.
La cornice internazionale: Intelligens
La 19esima Mostra Internazionale di Architettura Biennale di Venezia 2025 ha come titolo “Intelligens: naturale, artificiale, collettiva”, perchè come spiega il curatore Carlo Ratti “Per affrontare un mondo in fiamme, l’architettura deve riuscire a sfruttare tutta l’intelligenza che ci circonda”.
Un invito a riconoscere tutte le forme di intelligenza che modellano il nostro presente e il nostro futuro: la sapienza della natura, la potenza della tecnologia e l’energia delle comunità. Non si tratta solo di innovare, di intrecciare sensibilità diverse per costruire un equilibrio nuovo, capace di ascoltare, adattarsi e trasformarsi di fronte alle sfide globali.
Il progetto italiano: Terrae Aquae
Nel Padiglione Italia, la mostra “Terrae Aquae. L’Italia e l’intelligenza del Mare” ci invita a guardare l’Italia da un’altra prospettiva: dal mare. Qui la linea che separa terra e acqua non è un confine, ma una soglia viva, un luogo di incontro, scambio, trasformazione. Il Mediterraneo si rivela come un organismo pulsante, dove la memoria collettiva si intreccia con le nuove sfide ambientali, climatiche e culturali.
Ripensare la costa significa allora ridisegnare il nostro futuro, cercando equilibrio tra natura, cultura e innovazione. Un futuro che nasce dall’acqua, dalla sua forza, dalla sua fragilità, e dalla nostra capacità di ascoltarla.
All’interno di Terrae Aquae, il mio contributo prende forma in tre grandi strisce di mappe, lunghe circa 13 metri per 2 di altezza, dedicate al Mar Mediterraneo. Attraverso queste mappe racconto il Mediterraneo non solo come spazio geografico, ma come sistema vitale di culture, tensioni, rotte invisibili e legami profondi. Un invito a rimediterraneizzarci: a riscoprire il mare come patrimonio affettivo e strategico, essenziale per immaginare un futuro capace di bellezza, resilienza e responsabilità.

19. Mostra Internazionale di Architettura La Biennale di Venezia
10.05-23.11.2025 Arsenale, Tese delle Vergini
