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Laura Canali
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“Allo specchio dell’era Kennedy”: le mappe di Limes alla mostra di Gemona (e una geopoesia in arrivo)

Fino al 6 giugno 2024 al Castello di Gemona in Friuli potrete visitare una mostra dedicata a Kennedy che espone alcune delle mie opere pubblicate su Limes: io ci sono stata, e vi assicuro che ne vale la pena.

Ma partiamo dall’inizio: cosa lega Gemona del Friuli alla storia di Kennedy e dei Kennedy? Lo aveva spiegato il vicesindaco e assessore alla cultura Flavia Virilli durante la presentazione del progetto alla Festa dal Cinema di Roma: a Gemona esiste il Fondo Kennedy della Cineteca del Friuli, nel quale i suoi fondatori Livio Jacob e Piera Patat a partire anni ’60 hanno fatto confluire una raccolta di materiali divenuta collezione, e che oggi è nucleo centrale della mostra stessa.

Ma non è finita qui, e la storia lo sapete è una delle mie passioni: nel 1952 Kennedy  – che sarebbe diventato Senatore da lì a poco – era in visita Trieste e Gorizia e in quell’occasione iniziò una corrispondenza ‘allora sindaco di Trieste, udinese di nascita, Mario Franzil. Affascinante vero?

LA MAPPE DI LIMES NEL CONTESTO DELLA MOSTRA SU KENNEDY A GEMONA

La mostra si articola in quattro temi principali divisi sui quattro piani dello spazio espositivo delle ex carceri del castello – cronaca familiare, arti e costume, lo specchio del cinema, gli Stati Uniti nel mondo. È in quest’ultima sezione, che riguarda la politica estera americana in Europa, Africa, Asia e America Latina (Congo, Cile, Cuba, URSS, Vietnam…) che potrete vedere esposte, insieme a fotografie e manifesti, anche alcune mie mappe di Limes, geopolitiche e non. (Se ve lo siete chiesto, l’opera nell’immagine di copertina è una copia Angularity)

IN ARRIVO NEL 2024 UNA GEOPOESIA DEDICATA AL FRUILI

A inizio gennaio ho avuto modo di andare a visitare la mostra, e nell’occasione attraversare un territorio che ancora non conoscevo bene e che ho potuto scoprire e ammirare. Ora è tempo di mettermi al lavoro sulla prossima geopoesia, e mi torna in mente cosa scrisse il poeta Andrea Zanzotto nella prefazione di “Poesie e pagine ritrovate” di Pasolini, che il Friuli lo visse così intensamente.

«Ogni presa di con­tatto per Pasolini era anche gesto che dirompe e scosta, e viceversa»

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